Amministrazione di sostegno ai tempi del Covid-19

Anche una materia così delicata quale la nomina di un amministratore di sostegno in favore delle persone bisognose di cure personali ed economiche ha subito delle notevoli limitazioni a causa della pandemia da Covid-19.

Bisogna ricordare a tutti che la legge prevede che il Giudice tutelare nomini un amministratore di sostegno con decreto motivato immediatamente esecutivo. Inoltre, è previsto che “il tutore (ndr l’amministratore di sostegno), prima di assumere l’ufficio, presta davanti al Giudice Tutelare giuramento di esercitarlo con fedeltà e diligenza.” Il giuramento costituisce presupposto necessario per l’assunzione dell’ufficio e per far sì che l’Amministratore di sostegno sia immesso nei propri poteri.

L’importanza di tutelare gli anziani nel momento pandemico

Va evidenziato che, in questo periodo di particolare difficoltà, al fine di consentire a questa figura di poter esercitare nella maniera più completa possibile le proprie mansioni (ricordiamo che l’assistenza morale e materiale è un benessere primario, rientrante nella tutela del diritto alla salute contenuto nella nostra Costituzione), il Giudice tutelare ha emesso decreto di nomina ed ha fissato udienza per il giuramento che, a causa dell’emergenza sanitaria, non si è tenuta.

Come si è risolto il problema del mancato giuramento a causa delle misure di contrasto al contagio da Covid-19?

Qui di seguito si riportano due decisioni che lo hanno risolto nell’esclusivo interesse della persona bisognosa.

Il Tribunale di Udine ha risolto il problema nei seguenti termini:

“Dispone che sino alla celebrazione del giuramento, che si rinvia all’udienza del 10.06.2020 ore 10.20 l’amministratore di sostegno si intenderà immesso nei poteri e nelle responsabilità derivanti dal decreto di nomina in ogni sua parte.”

Il Giudice Tutelare – vista l’urgenza insita nell’emergenza epidemiologica e avuto riguardo all’indifferibile necessità di protezione patrimoniale e personale del beneficiario (senza però specificarne i concreti motivi di urgenza) – ha immesso l’Amministratore di Sostegno nei suoi poteri senza il giuramento, fissandolo ad una udienza successiva.

Con questo provvedimento l’Amministratore di Sostegno potrà essere operativo, esibendo il decreto di nomina e provvedimento sopra richiamato.

Il Tribunale di Trieste invece ha risolto il problema in maniera diversa nel seguente modo:

Rappresenta che in caso di allegate e comprovate urgenze legate alla indifferibile necessità di protezione patrimoniale e personale del beneficiario, l’amministratore di sostegno potrà chiedere di essere immesso nei poteri e nelle responsabilità derivanti dal decreto di nomina mediante giuramento cartolare, che verrà poi rinnovato alla cessazione dell’emergenza in atto.”

Nel provvedimento triestino l’udienza viene rinviata ad una data, in cui si spera l’emergenza sanitaria sarà risolta o almeno rientrata dall’attuale drammaticità; peraltro, con il passo sopra riportato, il Giudice Tutelare, qualora ci siano ragioni specifiche d’urgenza, invita l’Amministratore di Sostegno a chiedere con apposita istanza di poter giurare a mezzo formula d’impegno a svolgere le funzioni d’Amministratore di Sostegno (c.d giuramento cartolare), al fine di essere immesso nelle sue funzioni.

In questo secondo esempio, l’Amministratore di Sostegno opererà esibendo il decreto di nomina, il provvedimento ora richiamato e la formula d’impegno.

L’amministratore di sostegno, nominato ma impossibilitato a giurare, dovrebbe svolgere delle indagini, ovviamente sommarie, per verificare se sussistano oppure no motivi d’urgenza per chiedere di giurare con la formula d’impegno: sentendo per esempio, via telefono o via email, il beneficiario stesso o la sua rete per capire nel concreto se ci siano urgenze indifferibili da affrontare. Il tutto sempre per la tutela del beneficiario.

E’ evidente che l’emergenza sanitaria non permette di svolgere le normali attività che scaturiscono da una nomina, per esempio incontri di rete, accesso in banca/posta, ecc.

Un ultimo provvedimento importante è quello del Tribunale di Venezia che ha così ha risolto la questione:

Il Presidente… provvederà a raccogliere il giuramento degli amministratori di sostegno da remoto mediante utilizzo del sistema già in uso, ossia a mezzo Skype.”

Provvedimento molto semplice nel quale l’udienza viene svolta mediante videoconferenza, risolvendo il problema dell’impossibilità di tenersi l’udienza tradizionale.

Ciò che è comunque necessario valutare in prima battuta  l’urgenza del singolo caso e solo se sussiste una indifferibile necessità di protezione patrimoniale e personale del beneficiario procedere il c.d giuramento cartaceo, senza che il professionista sia convocato all’udienza.

E’ sempre importante ricordare che la ratio delle norme in tema di emergenza sanitaria è quella di evitare i contatti, e quindi non solo quelli che inevitabilmente si realizzerebbero durante un’udienza, ma anche quelli che l’amministratore di sostegno nominato – senza un preciso vaglio – porrebbe in essere nell’adempimento delle sue mansioni.

Dobbiamo sempre ricordare che l’amministrazione di sostegno può essere considerata come un “vestito da cucire addosso al beneficiario”. Mai come in questa situazione di estrema urgenza questa definizione è utilizzabile.

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