Covid: un caso di fermo amministrativo di un mezzo di trasporto merci

Il covid ci sta costringendo a vivere con grande incertezza, soprattutto per quel che concerne le risposte alla crisi economica. Ad essere colpite, tra le altre, ci sono le attività commerciali e le imprese che vedono anni di sacrifici andare in fumo, seppur per la tutela del bene primario per eccellenza qual è la salute. Ecco perché voglio approfondire in questo articolo un caso di fermo amministrativo per un mezzo di trasporto merci.

Lo scopo di questo focus sul Covid 19, dunque, è quello di fornire ad aziende e attività commerciali notizie positive per cercare di far fronte agli inevitabili scompensi dovuti alle restrizioni imposte per arginare la pandemia in atto. Parliamo di fermo amministrativo. A tal proposito, un giudice di pace della provincia di Frosinone ha annullato con sentenza dell’ottobre 2020, il blocco alla circolazione che era stato imposto per 3 mesi ad un camion utilizzato per il trasporto di bestiame, materiale che deve considerarsi non solo indispensabile, ma anche fortemente deperibile con il passare del tempo, con inevitabili conseguenze di carattere economico sulla ditta proprietaria degli animali.

Secondo la pronuncia del Giudice sussiste lo stato di necessità, in quanto l’autocarro trasportava bestiame da macello, cioè prodotti necessari alla popolazione soprattutto durante il lockdown, e l’imprenditore disponeva di due soli automezzi del tipo di quello sequestrato dalla Polizia municipale; quindi, privarlo di quel veicolo significava mettere a rischio la sua attività economica, oltre che arrecargli un consistente danno patrimoniale, in termini di mancato guadagno e di perdita di clientela. Gli altri veicoli dell’impresa erano di portata più piccola e questo avrebbe costretto l’allevatore a compiere più viaggi per effettuare le consegne.

La pronuncia è innovativa sia perché tiene in considerazione la delicata situazione che stiamo attraversando, ma soprattutto perché ritiene violazione non tanto grave da far scattare l’applicazione del fermo del veicolo. Il Giudice di pace ha ravvisato «l’esiguità del danno o del pericolo che ne è derivato», ha ritenuto che l’illecito era «di non particolare gravità» ed ha applicato l’istituto della non punibilità per tenuità del fatto. Il provvedimento, nel riconoscere l’esimente dello stato di necessità, ha sottolineato che «tutto si svolge nel periodo di fermo per la pandemia da Covid 19 e il trasporto per carne da andare al macello è tra i beni primari e importante», evidenziando che tale attività rientrava nei Dpcm tra le «cose urgenti indifferibili per la popolazione e la nazione»

Così il giudice ha accolto il ricorso ed ha sospeso l’esecutività del verbale applicativo della sanzione e del fermo amministrativo, in attesa della definizione della causa nel merito. L’imprenditore proprietario del mezzo ha così potuto riprendere la consegna delle merci di sua competenza. Non va dimenticata, infine, la possibilità che viene concessa di chiedere la sospensione dell’efficacia del fermo amministrativo in qualsiasi caso esso sia strumentale all’esercizio di un’attività imprenditoriale o all’esercizio di un’attività professionale. Il tutto dopo aver effettuato un’attenta valutazione della sussistenza dei requisiti previsti da parte di un esperto del settore.

Contattami