Cura Italia: atti tributari direttamente nelle cassette della posta

Come noto, il Decreto nr. 18 del 17 marzo 2020, cosiddetto “Cura Italia”, ha stabilito la sospensione degli invii delle cartelle esattoriali dall’8 marzo 2020 al 31 maggio 2020.

Sappiamo anche che le cartelle notificate prima di questo periodo, sono soggette a sospensione sempre fino al 31 maggio pv. In seguito, ci saranno 30 giorni di tempo, fino al 30 giugno per provvedere al pagamento della cartella sospesa.

Ciò che è importante sapere è che il postino potrà, per tutto il mese di giugno, immettere, direttamente, nella cassetta delle lettere, senza raccogliere la firma del destinatario o di un qualunque addetto alla sua ricezione, tutti gli atti tributari, sia di accertamento che di riscossione.

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Questo è molto importante da sapere perché l’agente postale non ha funzione di pubblico ufficiale e potrà svolgere per tutto il mese di giugno un’attività che era riservata solo a quest’ultima figura, ma quello che è più “pericoloso” per il cittadino potrà anche non raccogliere la firma del destinatario e certificare, comunque, di averlo trovato in sede o di aver trovato un suo legittimato quando, in effetti, ciò potrebbe non essere veritiero e, comunque, non provabile a posteriori dal contribuente.

Con l’articolo 67 del dl Cura Italia, il legislatore, come innanzi detto, ha sospeso le attività di accertamento, liquidazione e di riscossione degli uffici impositori prevedendo il 1° giugno 2020 quale termine della loro ripresa. Il primo periodo dell’art. 67 che prevede la sospensione di tali attività erariali, deve coordinarsi necessariamente con l’art 108 del medesimo dl laddove è previsto che «dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 30 giugno 2020 (…) per lo svolgimento del servizio postale relativo agli invii raccomandati (…) nonché per lo svolgimento dei servizi di notificazione a mezzo posta, di cui alla legge 20 novembre 1982, n. 890 (…) gli operatori postali procedono alla consegna dei suddetti invii e pacchi mediante preventivo accertamento della presenza del destinatario o di persona abilitata al ritiro, senza raccoglierne la firma con successiva immissione dell’invio nella cassetta della corrispondenza dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda, al piano o in altro luogo, presso il medesimo indirizzo, indicato contestualmente dal destinatario o dalla persona abilitata al ritiro».

Questo articolo nasce con intento di base meritevole, vale a dire quello di tutelare gli addetti alla notifica da eventuali contagi, ma finisce sicuramente per danneggiare i contribuenti che potrebbero non ‘venire effettivamente a conoscenza della notifica di tali atti.

Tale coordinamento di norme rappresenta, inoltre, una vera e propria deroga alle norme di cui alla legge 890/1982 nonché a quanto previsto dallo Statuto del contribuente (legge 212/2000) laddove all’articolo 6 statuisce che l’amministrazione finanziaria deve assicurare l’effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati.

Tale nuova previsione legislativa di notifica andrà a determinare incertezze in merito ai termini di prescrizione e decadenza delle imposte, nonché dei contributi previdenziali e assistenziali e provocherà disagi nelle impugnazioni delle cartelle esattoriali.

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