Disabilità: chi dice che sia un limite?

La disabilità non è un limite. Gucci ha scelto Ellie Goldstein, 18 anni e affetta dalla sindrome di Down, quale nuova modella per la griffe internazionale. Peraltro, è stata scelta per pubblicizzare un mascara e quindi la parte più rilevante per lei sarà proprio il volto, laddove risulta più evidente la sua “diversità”.

Winnie Harlow, 25 anni, modella per Victoria Secret, nota marca di lingerie, affetta da vitiligine, sfila da qualche anno sulle passerelle. Le modelle di intimo di Zalando sovrappeso rappresentano la voglia di essere protagoniste di un mondo considerato riservato esclusivamente a corpi perfetti.

Questi esempi, insieme ad altri, mi fanno pensare che il concetto di bellezza, oggi, possa essere considerato davvero a 360 gradi, tanto da arrivare a comprendere anche coloro che sono affetti da disabilità o sono completamente al di fuori dei “normali” canoni estetici.

Sicuramente, il dubbio che le case di moda si avvalgano anche di coloro che un tempo erano ai margini della società solo per ragioni pubblicitarie, sorge spontaneo. Tuttavia, anche se così fosse, i primi piani delle modelle sorridenti, con sguardi sicuri, pubblicati su tutti i social, raggiungono anche i 60.000 like, a prova del fatto che il pubblico vuole fortemente che la moda sia sempre più inclusiva, facendo venir meno o, comunque, in secondo piano le limitazioni che la vita ha loro imposto.

La speranza è che il successo di queste donne possa spingere sempre più marchi della moda a dare spazio alla disabilità, a dimostrazione del fatto che la diversità è solo un preconcetto da sfatare. Mi ricordo sempre un episodio che mi raccontava mio Padre, della sua gioventù: una famiglia aveva un figlio purtroppo gobbo e, parliamo di oltre 50 anni fa, lo teneva nascosto in casa, facendolo uscire solo nelle ore della sera o al tramonto. Malgrado ciò, questa persona veniva derisa da coloro che incontrava sulla sua strada, un po’ come i leoni da tastiera (che ci sono sempre) che hanno lasciato commenti irripetibili ai giorni nostri nei confronti delle modelle disabili o robuste.

Ecco, è passato molto tempo da quando accadeva l’episodio che ha coinvolto mio Padre, si parla di inclusività oggi, ma permangono comunque le schegge impazzite, i portatori di odio che offendono in maniera terribile e su cui non si può e non si deve assolutamente tacere. La mia attività di amministratrice di sostegno si nutre anche di queste novità, questi episodi che coinvolgono in positivo i portatori di disabilità mi danno la facoltà di capire quali siano le strade migliori da percorrere per coloro che mi sono affidati.

Ecco perché non ho mai detto di no, avendone il beneficiario a me affidato le possibilità economiche, ad alcun percorso di pet teraphy, a feste, ad incontri con gli altri, a gite fuori porta. Questo perché la prima finalità è quella di poter garantire loro una vita dignitosa e che permetta di sviluppare le capacità che hanno e di esprimere al meglio i loro sentimenti. La dignità va salvaguardata anche e soprattutto nel momento in cui una persona affetta da disabilità, chiamata a presenziare all’udienza di nomina per amministratore di sostegno, accada al Palazzo di Giustizia.

Purtroppo, oggi ci troviamo a far entrare persone con gravissime disabilità nei Tribunali di fronte alla curiosità dei presenti, a svolgere udienze a porte aperte, in cui viene fuori tutta la loro fragilità. E’ la mancanza di sedi giudiziarie adeguate per coloro che vengono convocati, per i loro parenti, ma anche e soprattutto per gli operatori della Giustizia che, spesso sotto organico, si trovano a far fronte a un carico di lavoro enorme che non coinvolge soltanto l’Avvocato, ma anche il semplice cittadino, che entra in un palazzo sconosciuto e grande, quale può essere il Tribunale, solo per chiedere un’informazione.

Quindi, ben vengano le aperture in ogni senso volte assicurare una vita tranquilla e stimolante per coloro a cui la vita ha tolto molto, ma soprattutto la dignità della persona. Quello che mi sta più a cuore, oggi, è che i luoghi della Giustizia che frequento abitualmente, assicurino l’inclusione a coloro che hanno delle necessità particolari e ai loro familiari, mettendo coloro che lavorano in questo difficile campo (gli Avvocati che devono accedere alle Cancellerie, gli operatori della Giustizia che sono a contatto con il pubblico, i Magistrati che devono emettere centinaia di provvedimenti rilevanti per la vita del beneficiario) nelle condizioni più adeguate nel rispetto di quanto previsto dalla Costituzione all’art. 24

Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento”.

Contattami