Amministratore di sostegno: quando è il beneficiario a sceglierlo

L’amministratore di sostegno può essere scelto direttamente dal beneficiario. L’ipotesi è quella secondo la quale si prospetti una propria eventuale futura incapacità.

Chiunque può scegliere una persona che possa assisterla in futuro, in caso di difficoltà di gestione della propria vita quotidiana e delle proprie vicende economiche, con un atto pubblico o una semplice scrittura privata. Ciò può accadere in forma preventiva o quando ci si trovi di fronte ad un inizio di problemi legati alla gestione delle vicende della vita quotidiana. La persona interessata potrà scegliere chi la affiancherà in un futuro, stabilendo nella scrittura privata che andrà a redigere o nell’atto pubblico quali dovranno essere le sue mansioni e in che modo questa persona dovrà gestire la posizione del beneficiario. La scelta del beneficiario potrà essere non rispettata solo in presenza di gravi motivi (ad esempio, nel caso in cui siano subentrati contrasti fra la persona scelta e il beneficiario, o se la persona scelta non ritiene, dopo un certo tempo di poter gestire al meglio il compito che le viene affidato).

Sulla base di questa scrittura privata o atto pubblico, spetterà sempre al Giudice la nomina effettiva dell’amministratore di sostegno, che potrà entrare nel suo ruolo sempre e soltanto dopo il giuramento. Quindi, se il beneficiario sceglie una persona di sua fiducia per assisterlo in futuro, potrà, con l’aiuto di un professionista Avvocato esperto in materia, definire in maniera dettagliata i compiti che spetteranno all’Amministratore di sostegno individuato e, quindi, presentare al Giudice tutelare l’istanza per la nomina della persona di sua fiducia. E’ un iter complesso , ma che sicuramente fornisce sicurezza e certezza delle scelte effettuate.

Ci sono fattispecie già avvenute e nelle quali il beneficiario ha individuato l’amministratore di sostegno.

Il Tribunale di Modena ha nominato, su richiesta di una donna ed in previsione di una propria eventuale incapacità, un amministratore di sostegno che avrebbe avuto il compito di esprimere i consensi necessari ai trattamenti medici, esprimendo terapie di dissenso circa l’adozione di determinate terapie, ancorchè salvifiche per l’interessata. Analoga situazione si è verificata da parte del tribunale di Cagliari, che ha accolti l’istanza di nomina di un Amministratore di sostegno in favore di un soggetto che non voleva essere sottoposto a trattamenti di mantenimento in vita a tutti i costi, qualora avesse perso la capacità di intendere e di volere (es: idratazione, alimentazione o ventilazione artificiale). Sono situazioni che riguardano molto spesso le scelte legate alla salute, ma anche le ipotesi in cui siano grandi patrimoni da gestire, che richiedono una persona di fiducia nelle scelte future. Anche questo significa essere un Avvocato esperto in materia di Amministrazione di sostegno, tutele o curatele: non ci si deve limitare, ma bisogna sempre essere pronti a saper gestire le situazioni che vengono sottoposte all’attenzione da parte degli assistiti interessati. E’ un intervento a 360 gradi sulle problematiche di vita dei beneficiari.

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