Amministrazione di sostegno: a chi si rivolge l’istituto

La figura dell’Amministratore di sostegno e, di conseguenza l’istituto dell’amministrazione di sostegno, viene solitamente messa in relazione esclusivamente con le persone anziane e le loro esigenze. In realtà, l’istituto dell’amministrazione di sostegno è molto altro, deve avere la capacità di affrontare tutte le possibili situazioni di  fragilità che possono riguardare un essere umano.

I presupposti per cui, ad esempio, l’istituto può essere anche consigliato sono quelli di uno (o più soggetti) deboli in una condizione di difficoltà psicosomatica, proprietari ( o in futuro destinatari) di un patrimonio di significative dimensioni, con una discendenza difficile (per condizioni fisiche o caratteriali) necessitante una ragionata pianificazione patrimoniale al fine di cercare di garantire un futuro sereno. Servono doti personali e competenze professionali da parte dell’amministratore di sostegno.

Leggi l’articolo su un caso concreto di amministrazione di sostegno.

I soggetti maggiormente interessati sono: persone afflitte da importanti patologie, non solo malati di mente ma anche soggetti in situazioni fisiche estreme quali per esempio tetraplegici, malati terminali, soggetti anziani (magari lucidi intellettualmente ma con difficoltà motorio/sensoriali), soggetti afflitti da problemi di tossicodipendenza, alcolismo, giovani afflitti da patologie fisico/motorie e soprattutto giovani con genitori molto anziani o anziani senza parenti o con parenti assenti.

I casi affrontati dalle Autorità Giudiziarie sono i più disparati e qui di seguito se ne elencano alcuni, per far intendere quanto possa essere ampio il ruolo dell’Amministratore di sostegno:

  1. (Tribunale di Milano) madre affetta da vizio del gioco (ludopatia), preoccupata di non dover subire una eccessiva limitazione delle proprie capacità derivante da provvedimento giudiziario e al contempo, in quanto conscia del proprio problema che, se non limitato, avrebbe comportato la dispersione della totalità delle proprie sostanze, preoccupata di mantenere integro il proprio patrimonio nonché di trasmetterlo alla propria discendenza.
  2. (Tribunale di Bologna) Soggetto debole, in quanto afflitto da patologia significativa, a cui hanno sempre provveduto – e non solo economicamente – i genitori. Al decesso di questi, il soggetto già beneficiario di Amministrazione di Sostegno si lega sentimentalmente, convivendo more uxorio, con una donna , conosciuta per altro nella struttura di ricovero dove alloggiava assieme al padre e dove quest’ ultima lavorava: dal timore che la relazione sentimentale non fosse priva di aspetti relativi all’interesse economico, è stata proposta istanza dall’amministratore di sostegno di conferire in Trust i beni del proprio beneficiario.
  3. (Tribunale di Genova) Soggetto affetto da Alzheimer, moglie anziana e figlio invalido al 100%, l’ esigenza di vincolare il proprio patrimonio unitamente a necessità relative alle cure della propria persona nonché alla trasmissione del patrimonio destinandolo alle cure del figlio sfortunato (a tutelare non solo il beneficiario garantendogli il miglior regime di vita possibile unitamente alle cure e all’assistenza necessaria ma anche il figlio unico).

Da questi esempi, è facilmente intuibile come il ricorso all’amministrazione di sostegno sia riconducibile all’esigenza di “blindare” e “pianificare” il proprio patrimonio oltre ad organizzare aspetti extrapatrimoniali come cure, luoghi di effettiva residenza (o degenza), magari aspirazioni filantropiche, lasciti e altro ancora.

Inoltre l’esperienza insegna che spesso le cancellerie dei Tribunali sono letteralmente intasate dalla mole di richieste di amministrazione di sostegno, sovente generiche, frequentemente poco dettagliate.

E’ necessario, quindi, che chi si proponga come amministratore di sostegno o come il legale dei familiari delegato alle cure del beneficiario, realizzi una pianificazione esaustiva, onnicomprensiva che risponda in modo globale alle esigenze di amministrazione dei beni del soggetto da proteggere nonché alla tutela del risparmio del beneficiario e dei suoi discendenti.

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