Cartella esattoriale: quando presentare istanza di sospensione del pagamento

Quando si riceve la notifica di una cartella esattoriale, è importante, prima di procedere ad un eventuale pagamento, farla esaminare da un legale che possa fornire consigli utili e valutare se ci sono gli estremi per proporre opposizione oppure presentare un’istanza di sospensione del preteso pagamento, rivolta direttamente all’Agenzia delle Entrate e all’ente che vanta il credito.

Quest’ultima è un’ipotesi poco nota è prevista dall’art. 1 della legge 228 del 2012.

Il contribuente può presentare istanza di sospensione legale della riscossione all’Agenzia delle Entrate – Riscossione, qualora vi siano specifiche motivazioni: l’ipotesi del credito prescritto, della sussistenza di un provvedimento di sgravio, di un provvedimento di sospensione amministrativa, di sospensione giudiziale, qualora ci sia la prova dell’avvenuto pagamento della somma richiesta.

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Ebbene, una volta ricevuta questa istanza dal presunto debitore, che ha lo scopo, chiaramente, di evitare l’inizio di una causa, la legge prevede che l’Agenzia delle Entrate, entro 10 giorni dalla ricezione, la trasmetta all’ente creditore, che dovrà pronunciarsi su quanto sostenuto del soggetto che l’ha presentata, e, di conseguenza, procedere alla comunicazione di quanto deciso al Concessionario.

In caso di mancato invio dell’istanza da parte dell’Agenzia delle Entrate all’ente creditore e trascorsi 220 giorni dalla data di presentazione dell’istanza al Concessionario senza risposta alcuna da parte dell’ente creditore, il credito e i ruoli sono annullati di diritto e in via automatica ed eliminati dal registro dell’ente e dell’Agenzia delle Entrate.
In pratica, il credito non potrà più essere riscosso, in quanto annullato.

E’ importante ricordare quanto sia necessario l’intervento tempestivo di un legale esperto in materia, perché la presentazione di questo tipo di istanza, potrebbe far addivenire il debitore presunto a vedersi annullato automaticamente il proprio debito.

Prova di quanto detto viene data da una interessante sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Taranto del 2 ottobre 2019, con cui sono state annullate ben 8 cartelle con preavviso di ipoteca, proprio perché l’Agenzia delle Entrate non aveva fornito la prova dell’invio dell’istanza di sospensione agli enti creditori, così come previsto per legge.

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