Amministrazione di sostegno: due casi di ricorso alla nomina

L’esperienza nel campo delle Amministrazioni di sostegno mi ha portata ad affrontare problematiche anche assumendo la veste del difensore delle parti in causa.

Difatti, ho rappresentato in giudizio una signora per cui era stato nominato l’Amministratore di sostegno, contro la sua volontà e, su richiesta di un altro Collega, ho assistito uno dei figli dell’amministrato per redigere il ricorso per la nomina del suddetto amministratore di sostegno e seguirlo nell’iter processuale.

Nella prima circostanza, si è rivolta al mio studio professionale una signora piuttosto impaurita al momento, ma anche molto decisa e combattiva, poiché le era stato nominato dal Tribunale di Bari un Amministratore di sostegno pur avendo espresso volontà contraria. Ciò a seguito di alcune segnalazioni dei Servizi Sociali del suo paese, in provincia di Bari.

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E’ stato importante incontrare la signora ed ascoltare la sua storia, ciò mi ha permesso di avere un quadro delle sue esperienze di vita, di come assiste la sorella invalida e mi ha permesso di capire se la misura dell’amministratore di sostegno potesse essere o meno revocata.

Ebbene, ho capito, a seguito di un lungo incontro e della fattiva collaborazione dell’interessata, che potevo agire perché fosse revocato il provvedimento che la coinvolgeva senza la sua volontà.

E’ vero che la signora in questione aveva un iter lavorativo e culturale che mi ha permesso di avanzare la richiesta di revoca, ma è anche vero che, se ci deve essere collaborazione fra tutte le istituzioni coinvolte, non potevo lasciare inascoltati i problemi evidenziati dagli assistenti sociali. Pertanto, ho proseguito per la mia strada fino a far revocare il provvedimento di nomina dell’amministratore di sostegno, ma, nello stesso tempo, ho promosso incontri periodici tra la mia assistita e gli Assistenti sociali, al fine di cercare di risolvere le diverse problematiche.

Nel secondo caso, invece, un Collega mi ha chiesto di interessarmi per un suo Assistito al fine di farlo nominare Amministratore di sostegno del padre, incapace di provvedere alla tutela dei propri interessi.

Nella fattispecie, il Collega aveva una particolare premura, in quanto doveva, a sua volta, impugnare un atto che era stato notificato al soggetto incapace nei termini di legge.

Pertanto, nel corso di un colloquio presso il mio studio professionale, alla presenza del Collega e del soggetto che doveva farsi nominare amministratore di sostegno in favore del padre, al fine immediato di conferire l’incarico per l’impugnativa dell’atto da parte dell’altro legale, ho ritenuto che la soluzione più giusta fosse quella di chiedere la nomina dell’interessato quale amministratore di sostegno provvisorio, anche al fine esclusivo di sottoscrivere il mandato alle liti in favore dell’altro Collega.

In un secondo momento, avremmo proceduto ad estendere il raggio di azione dell’amministratore di sostegno.

Sono esperienze importanti che mi permettono di comprendere le diverse sfaccettature di una materia assai complessa e per molti versi ancora piena di incertezze.

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