Separazione: un caso pratico di versamento degli alimenti

Le condizioni contenute nella sentenza di separazione o in un provvedimento di omologazione della separazione consensuale o ancora in un provvedimento che già in precedenza aveva modificato le condizioni, possono essere, in ogni momento, per giustificati motivi, revocate o modificate dal Tribunale su istanza di uno solo dei coniugi o di entrambi.

Tale mutamento può essere sia di natura economica, con particolare riferimento alla quantificazione dell’assegno di mantenimento, sia riguardare l’affidamento dei figli.

Presupposti per la modificazione delle condizioni di separazione

Presupposto perché possa essere proposta la domanda di modificazione delle condizioni di separazione è che si sia verificato un mutamento delle condizioni esistenti e considerate al momento dell’omologazione, della pronuncia di separazione o dell’accordo raggiunto con la negoziazione assistita

Non è sufficiente un qualsiasi mutamento delle condizioni, ma occorre che esso abbia portato come conseguenza uno squilibrio nei rapporti dei coniugi tra loro o nei confronti dei figli: questo si verifica, per esempio, in caso di ulteriori necessità economiche del coniuge titolare dell’assegno di mantenimento, o viceversa, di miglioramento della sua condizione economica, o di variazione di quella del coniuge obbligato o ancora, nell’ipotesi in cui il figlio manifesti una spiccata inclinazione verso il genitore non affidatario tale da giustificare una modifica sulle condizioni di cui all’affidamento.

Un caso pratico

Un genitore ha proposto richiesta di modifica delle condizioni di separazione, essendo intenzionato a versare, anziché alla madre, direttamente ai tre figli, ormai maggiorenni, il mantenimento dovuto.

Il Tribunale ha ritenuto di dover rigettare questa richiesta, tenuto conto che il genitore a cui il figlio minorenne sia stato affidato, nel momento in cui questo sia divenuto maggiorenne, continua ad essere legittimato ad essere legittimato ad ottenere dall’altro genitore il pagamento per il mantenimento del figlio, sempre che tra il genitore affidatario e il figlio permanga il rapporto di coabitazione. Quindi, il genitore separato o divorziato tenuto al mantenimento del figlio maggiorenne non economicamente autosufficiente e convivente con l’altro genitore, non può pretendere, in mancanza di una specifica domanda del figlio, di assolvere alla propria prestazione in favore di quest’ultimo, anziché del genitore.

Una pronuncia non del tutto condivisibile, tenuto conto che i figli in questione erano tre e che una figlia vive stabilmente con la nonna e un figlio si è trasferito in una città diversa per motivi di lavoro.

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