Gravidanza minore: un caso di intervento del giudice tutelare

Voglio raccontarti un caso concreto in cui una ragazza minorenne ha deciso di interrompere la gravidanza ed in quali termini sia intervenuto il giudice tutelare.

Paola (nome di fantasia) ha sedici anni, vive a Mantova ed è incinta, quindi davanti ad una scelta che, in entrambi i casi, influenzerà il resto della sua vita. Mille dubbi, mille incertezze, mille paure di non fare la scelta giusta. Il problema è che non c’è una scelta giusta ed una errata. Tuttavia, nella fattispecie Paola decide di interrompere la gravidanza e si rivolge ad un consultorio.

Attenzione, in caso di gravidanza per le minori l’articolo 12 della Legge 194 del 1978 richiede l’assenso di chi ha la responsabilità genitoriale o la tutela: «se la donna è di età inferiore ai diciotto anni, per l’interruzione della gravidanza è richiesto l’assenso di chi esercita sulla donna stessa la potestà o la tutela», normalmente i genitori. Non sempre, però, possono intervenire madre e padre e quindi «nei primi novanta giorni, quando vi siano seri motivi che impediscano o sconsiglino la consultazione delle persone esercenti la potestà o la tutela, oppure queste, interpellate, rifiutino il loro assenso o esprimano pareri tra loro difformi, il consultorio o la struttura socio-sanitaria, o il medico di fiducia, espleta i compiti e le procedure di cui all’articolo 5 e rimette entro sette giorni dalla richiesta una relazione, corredata del proprio parere, al giudice tutelare», il quale «entro cinque giorni, sentita la donna e tenuto conto della sua volontà, delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli, può autorizzare la donna, con atto non soggetto a reclamo, a decidere la interruzione della gravidanza».

In effetti, il Giudice Tutelare fissa nei termini di legge l’udienza alla quale, però, Paola non si presenta.

Il Giudice pertanto, rigetta la richiesta perchè “la mancata comparizione della minore al fine di essere “sentita” non consente a questo Giudice di operare alcuna verifica in ordine alla effettiva consapevolezza, in capo alla stessa, della scelta alla quale si è determinata, e in particolare di verificare se la stessa sia in grado di comprenderne il significato e le conseguenze.” A questo proposito, ricordo che l’ordinamento riconosce al minore capace di discernimento il diritto all’ascolto in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano: l’articolo 315 bis del Codice Civile sancisce questo diritto per il minore che abbia compiuto i 12 anni o, anche di età inferiore, sia capace di discernimento.

Non è un caso che la giurisprudenza, anche prima della riforma del diritto di famiglia del 2014, abbia correttamente affermato la generale necessità in capo al giudice di sentire il minore, ove debba adottare un provvedimento che lo riguardi, “se ciò non appaia inopportuno in ragione della sua età o del suo grado di maturità” e che possa anche decidere in conformità a tale interesse. La Corte Costituzionale ha poi ribadito più volte che sull’aborto ha il diritto di decidere solo la donna interessata. Al giudice spetta solo la “verifica in ordine all’esistenza delle condizioni nelle quali la decisione della minore possa essere presa in piena libertà morale“. Si tratta di un pronunciamento importante perché riconferma il diritto all’autodeterminazione della donna, anche minore, su un tema così delicato.

Qui di seguito, si riporta la pronuncia del Giudice Tutelare di Mantova innanzi richiamata

TRIBUNALE DI MANTOVA UFFICIO DEL GIUDICE TUTELARE

Il Giudice Tutelare dott.ssa Alessandra Venturini, visti gli atti del proc. n. 1027/16 R.G.

Premesso:

che con relazione pervenuta in data 25.02.2016 il Consultorio Familiare ha trasmesso a questo Ufficio la richiesta di interruzione volontaria di gravidanza avanzata dalla minore ….., nata in … il …; che all”udienza fissata per il 29.02.2016, ad ore 16.00, la minore non è comparsa;

rilevato:

che, come ribadito dalle numerose pronunce della Corte Costituzionale in materia, il compito del Giudice Tutelare, nel procedimento previsto dall’art. 12 legge 194/78, in tutti i casi in cui l’assenso dei genitori o degli esercenti la tutela non sia o non possa essere espresso, è unicamente quello di autorizzare la minore a decidere in merito all’interruzione di gravidanza, compito che “non può configurarsi come potestà codecisionale, la decisione essendo rimessa – alle condizioni ivi previste – soltanto alla responsabilità della donna” (v. ordinanza n. 76 del 1996 Corte Cost.), rispondendo il provvedimento del giudice tutelare “ad una funzione di verifica in ordine alla esistenza delle condizioni nelle quali la decisione della minore possa essere presa in piena libertà morale” (ordinanza n. 514 del 2002 Corte Cost.); che a tal fine l”art. 12 citato, prevede che “Il giudice tutelare, entro cinque giorni, sentita la donna e tenuto conto della sua volontà, delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli, può autorizzare la donna, con atto non soggetto a reclamo, a decidere la interruzione della gravidanza“; che la mancata comparizione della minore al fine di essere “sentita” non consente a questo Giudice di operare alcuna verifica in ordine alla effettiva consapevolezza, in capo alla stessa, della scelta alla quale si è determinata, e in particolare di verificare se la stessa sia in grado di comprenderne il significato e le conseguenze; che in assenza di tale necessaria verifica la richiesta allo stato non può essere accolta, con conseguente rigetto della stessa, fermo restando la possibilità per la minore di presentare eventualmente nuova istanza, qualora ne sussistano i presupposti;

Per Questi Motivi

– visto l”art 12 comma 2° della Legge 12/05/1978 n° 194

RIGETTA

allo stato la richiesta della minore …, nata in il …, trasmessa con relazione pervenuta in data 25.02.2016 del Consultorio Familiare di P., di essere autorizzata a decidere autonomamente in ordine all’interruzione volontaria di gravidanza, per mancata comparizione della stessa minore all’udienza fissata ai sensi dell’art. 12 legge 194/78.

Si comunichi.

Mantova 29.02.2016

Il Giudice Tutelare – Dott.ssa Alessandra Venturin

Contattami se hai bisogno di assistenza legale