Amministratore di sostegno, quando si nomina per un solo atto
Spesso quando si parla di amministrazione di sostegno si immagina qualcosa di totalizzante. Un provvedimento che accompagna ogni aspetto della vita di una persona fragile, dal conto corrente ai ricoveri, dalla pensione alla firma di un contratto. Ma non è sempre così.
La legge prevede una forma flessibile di tutela, modulata sui reali bisogni della persona, ed è questo uno degli aspetti che mi sta più a cuore valorizzare nel mio lavoro di avvocata. Nel corso della mia esperienza, mi sono trovata ad affrontare situazioni molto diverse tra loro. In due recenti casi, l’amministrazione di sostegno è servita per un solo atto specifico, senza bisogno di estenderla a tutta la sfera della vita della persona interessata.
📍 Il primo caso ha riguardato un signore che si è rivolto a me per aiutare il padre, colpito da una malattia invalidante. Era stato notificato al padre un decreto ingiuntivo e bisognava firmare un mandato alle liti per rispondere legalmente. Il padre, però, non era in grado di firmare, né di seguire le questioni legali.
Così abbiamo chiesto al giudice la nomina del figlio come amministratore di sostegno solo per quell’atto: il mandato alle liti, niente di più. Il giudice ha accolto la richiesta e, conclusa la firma, l’amministrazione di sostegno è cessata.
📍 Il secondo caso riguarda una madre anzianissima, 99 anni, con invalidità riconosciuta al 100% e legge 104. Il figlio voleva acquistare un’auto usufruendo dei benefici fiscali previsti, ma era necessaria anche la firma della madre sul contratto di acquisto. La signora, pur essendo lucida, non era più in grado di affrontare pratiche complesse né di apporre firme in autonomia.
Anche qui, abbiamo chiesto e ottenuto una nomina limitata al solo compimento dell’acquisto dell’auto. Una tutela puntuale, senza invadere lo spazio di autonomia residua della persona.
Questi casi dimostrano che l’amministrazione di sostegno non è una gabbia, ma uno strumento su misura.
Serve solo dove serve e quando serve per un solo atto, si può intervenire con una nomina temporanea e mirata, nel pieno rispetto della persona coinvolta.
🔎 La Corte di Cassazione lo ha ribadito più volte: ogni misura deve essere calibrata, mai standardizzata. Non si tratta di sostituire una persona fragile, ma di affiancarla, solo dove e quando non è più in grado di agire da sola.
Nel mio lavoro, cerco sempre di spiegare questo concetto con parole semplici, perché spesso, dietro la paura dell’amministrazione di sostegno, c’è il timore di “perdere tutto”. Ma non è così. Si può chiedere anche solo per una firma, solo per un acquisto, solo per una procedura ed è giusto che le famiglie sappiano di avere questa possibilità.