Amministrazione di sostegno e gestione proficua del patrimonio

Prendo spunto da una live che ho fatto con Luca Loiacono, financial advisor, sulla gestione del patrimonio di un beneficiario di amministrazione di sostegno, per evidenziare una necessità per qualsiasi professionista: la gestione proficua di un patrimonio.

Se segui il mio blog sai che sono convinta che il miglior amministratore di sostegno è una persona vicina al beneficiario e che, al di là di titoli e qualifiche, sappia prendersene cura e farne gli interessi a 360 gradi. Tuttavia, non possiamo trascurare anche l’importanza delle competenze in materia legale e finanziaria, perché si tratta pur sempre della gestione del patrimonio di una persona.

Ancora, rimango fermamente convinta che un professionista incaricato quale amministratore di sostegno non debba limitarsi a “gestire” il patrimonio ma, laddove possibile, possa anche puntare a renderlo in qualche maniera profittevole. Soprattutto perché ciò porterebbe evidenti vantaggi al beneficiario, garantendo più tranquillità dal punto di vista economico.

Ho partecipato all’incontro con Luca Loiacono (qui puoi rivedere il webinar sulla gestione del patrimonio in amministrazione di sostegno) per mostrare alcuni aspetti importanti per una corretta e proficua gestione dei beni di un soggetto sottoposto ad amministrazione di sostegno. La mia esperienza sul campo mi dice, infatti, quanto sia fondamentale la preparazione in materia finanziaria prima di approcciare ad occuparsi del patrimonio altrui.

Molto spesso, infatti, capita che somme ingenti di denaro rimangano sul libretto postale (che ancora oggi viene considerato mezzo più sicuro ove depositare il proprio denaro), perché l’interessato si sente “più sicuro”, vale a dire pensa di poter tenere meglio sotto controllo i risparmi di una vita. Si tratta, il più delle volte, di persone in là con gli anni o affette da gravi disabilità. Allo stesso modo, alcuni beneficiari non hanno neanche contezza dei loro beni, di cosa posseggono effettivamente. In entrambi i casi, spetta all’amministratore di sostegno, innanzitutto, fare in modo che il beneficiario sia perfettamente a conoscenza di quanto possiede (sia denaro, sia beni immobili), confrontarsi con lui o lei sulle possibilità eventuali di investimento qualora ci si trovi di fronte a grosse somme di denaro che non possono rimanere giacenti sul conto, e, in seguito, effettuare l’investimento più opportuno, portando a conoscenza del risultato il beneficiario.

Mi è capitato alcune volte che i parenti di una persona con gravi problemi mentali fossero contrari alla vendita o alla locazione di un immobile. Questi beni rimanevano per lungo tempo disabitati, con conseguenti ammaloramenti del costruito ed pagamenti superflui di tasse. Non è stato per niente semplice ma, alla fine, ho trovato sempre accordi con i familiari anche solo per affittare e quindi mettere a risorsa i beni immobili del beneficiario, così da garantirgli una entrata fissa mensile. E’ molto importante, quindi, avere competenza anche nel campo finanziario per poter assicurare al meglio una gestione proficua dei beni della persona interessata. Il tutto sempre in collaborazione con il beneficiario che dev’essere sempre libero di esprimere le sue idee e volontà (ricordiamolo sempre: NON E’ UNA PERSONA PRIVA DI CAPACITA’DI INTENDERE E DI VOLERE), e anche confrontandosi con la famiglia. La rete di collaborazione non può e non deve mai venir meno.

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