Amministrazione di sostegno: il caso Lollobrigida

Non è sempre vero che la fama, il successo e la ricchezza siano sinonimo di serenità. Anzi, il caso di Gina Lollobrigida dimostra il contrario: a maggior ragione, è sempre necessaria la presenza di un professionista esperto che possa assistere la persona interessata nella gestione di quanto è riuscita a realizzare.

Le criticità nascono soprattutto quando la persona interessata non è consapevole delle proprie limitazioni ed è contraria ad essere affiancata da un terzo nella gestione del proprio patrimonio. A tal proposito, l’abilità del professionista nominato amministratore di sostegno sta proprio nel farsi accettare e nell’instaurare con la beneficiaria il miglior rapporto possibile, basato sulla fiducia nella gestione.

Nel caso che ha riguardato l’attrice Gina Lollobrigida, la Corte di Appello di Roma ha respinto il ricorso presentato dalla diva a proposito della necessità di essere affiancata da un amministratore di sostegno che ne gestisse il patrimonio e gli affari. La Lollobrigida si era opposta alla disposizione del tribunale, ma la decisione è stata confermata in appello. Secondo la corte, la stessa sarebbe “suggestionabile, fragile, vulnerabile”.

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La decisione dei giudici romani si basa sulla consulenza formulata dall’esperta psichiatra dopo una serie di colloqui con l’attrice. La Lollobrigida è stata descritta come “lucida e autorevole” sotto il profilo artistico e di comunicazione della sua immagine, ma vittima di “momenti di autentico disorientamento spazio temporale per lo più innestati da tematiche persecutorie”. Le sue capacità relazionali sarebbero intatte ma l’attrice apparirebbe “fragile” in tutti gli altri campi. Secondo la consulenza, la Lollobrigida offrirebbe “a sé stessa e agli altri l’illusione di avere il pieno dominio della sua vita e dei suoi affari, mentre la comprensione della realtà che la circonda risulta sommaria e i suoi giudizi attuali sono superficiali”. Capace di ricordare perfettamente episodi e protagonisti della sua vita passata e dei suoi anni d’oro, apparirebbe “confusa” nel discutere di temi che abbiano valenza quotidiana e pratica.

La Lollobrigida ignorerebbe l’entità del suo patrimonio, né sarebbe informata rispetto alla sua gestione e alle società che la controllano: “Ha fornito risposte non esaurienti, talvolta confuse, non ricordando alcun dato relativo ai ricavi, ai costi e al rendimento effettivo di dette società”.

Negli ultimi mesi, un altro colpo è stato inflitto all’attrice: il nominato amministratore di sostegno ha chiesto e ottenuto dal tribunale di Roma l’autorizzazione al prelievo dall’abitazione della beneficiaria di gioielli, quadri, suppellettili, mobili, lampadari e alla collocazione degli stessi in una cassetta di sicurezza. Questo episodio, chiaramente, ha scatenato le ire dell’interessata, che ha definito “ignobile” il provvedimento, tenuto conto che, avendo ormai 91 anni, le impedisce di vivere al meglio.

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Queste le difficoltà che può incontrare un professionista che si impegna come Amministratore di sostegno: contemperare le effettive situazioni personali della persona beneficiaria con la tutela delle sostanze della stessa. Personalmente, senza voler considerare un caso di particolare rilevanza quale quello della Lollobrigida, mi è capitato un episodio più semplice, ma che ha comunque richiesto valutazioni bilaterali.

Un soggetto a cui ho concesso in locazione un appartamento di proprietà della persona sottoposta a amministrazione di sostegno, dopo il mancato pagamento del canone mensile per 5 mesi, mi ha fatto presente che aveva numerosi problemi lavorativi a causa dell’interruzione dovuta al Covid 19.

Quindi, mi ha chiesto di poter rimodulare la cifra da versare.

Ebbene, ho concesso a questa persona la possibilità di versare le somme dovute dilazionate nel tempo, tenendo conto due fattori importanti: 1) la situazione dell’inquilino, allo stato, non sarebbe potuta cambiare e avrei dovuto comunque attendere molto tempo per eseguire lo sfratto; 2) la beneficiaria ha già una somma discreta sul proprio conto corrente, che avrebbe subito particolari danni nel caso di pagamento rateizzato.

In questo consiste, dunque, una corretta gestione degli interessi del beneficiario di una amministrazione di sostegno, a qualsiasi livello, per l’attrice famosa e per il piccolo risparmiatore: saper valutare e contemperare le esigenze del beneficiario, che, comunque, vengono sempre al primo posto, con la realtà effettiva che ci si trova ad affrontare. L’abilità di chi è chiamato a svolgere questa difficile attività è sempre legata ad un solo concetto: la flessibilità.

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