Amministrazione di sostegno: un caso concreto causato da prodigalità

Nel momento dell’anno dedicato ai saldi mi è tornato in mente un caso concreto di amministrazione di sostegno “causato” da prodigalità.

Il caso al quale mi riferisco risale a qualche anno fa e si svolge a Pavia. In un periodo di saldi,  nel corso del quale cresce la voglia di caccia all’affare, mi è tornato in mente, con la mia esperienza di amministratore di sostegno, la vicenda di una signora lombarda, sottoposta ad amministrazione di sostegno a causa di prodigalità.

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In pratica, continuava a spendere o a donare con larghezza eccessiva e senza riflessione, costringendo così il Giudice tutelare a toglierle la carta di credito dopo che la stessa aveva acquistato borse, vestiti e scarpe firmate per un valore di oltre 30 mila euro.

Con il concetto di prodigalità, si intende la spinta patologica che menoma la capacità di un soggetto di stimare il significato economico dei propri atti e che lo spinge a dilapidare il proprio patrimonio.

Il fenomeno è comunemente conosciuto come shopping compulsivo, in cui, come nell’ipotesi di qualsiasi altra dipendenza (alcolismo o ludopatia per esempio), una persona è soggetta a una dipendenza così forte da non avere più la possibilità di comprenderne la gravità e dannosità per la propria vita.
Spesso, il Giudice, unitamente alla nomina di un amministratore di sostegno, prevede in maniera dettagliata anche un percorso riabilitativo per il beneficiario con l’intervento dello psicoterapeuta e del medico curante, onde consentire al soggetto interessato.di ristabilire un corretto rapporto con il denaro.