CRIF: le segnalazioni dei cattivi pagatori

Sono meno del 2%, secondo i dati di Crif (Centrale rischi finanziari) aggiornati al primo semestre 2019, quelli che pagano in ritardo o non rimborsano affatto le rate dei prestiti ricevuti. Sono i cosiddetti “cattivi pagatori” che rischiano segnalazioni.

Per loro, infatti, è previsto l’inserimento in una black list, una lista nera dei cattivi pagatori, ma le segnalazioni devono essere preannunciate con una lettera raccomandata oppure d’ora in poi – con le riforme apportate al codice della privacy al settore del credito al consumo – anche con un sms se il sottoscrittore del contratto ha acconsentito in partenza a ricevere questa forma di comunicazione.

In tal modo, il sistema si velocizza e evita il rischio di segnalazioni effettuate ad insaputa del debitore. Questo sistema riguarda non più solo i prestiti ed i mutui, ma anche i leasing, i noleggi a lungo termine e tutte le nuove forme di finanziamento rese disponibili dalle varie piattaforme Fintech che operano sul web.

I nomi degli inadempienti e i dati dei loro prestiti non resteranno per sempre in questa banca dati, consultabile da tutti gli istituti creditizi e che, evidentemente, rende più difficile ottenere crediti in futuro per chi non ha mantenuto fede agli impegni: vengono introdotti, infatti, tempi certi di conservazione nell’archivio al termine dei quali dovranno essere eliminati.

Si rimane segnalati in Crif per un tempo diverso in base alla gravità dell’inadempimento o al tipo di finanziamento richiesto, in modo da evitare che, ad esempio, chi ha saltato solo un paio di rate ma in seguito le ha rimborsate venga equiparato ad un moroso cronico.

Ecco precisamente quali sono i nuovi tempi di conservazione che entreranno in vigore a breve (il nuovo Codice deontologico è già stato approvato con l’impegno delle associazioni di categoria ad applicarlo):

  • in caso di richiesta di un prestito: massimo 180 giorni, che si riducono a 90 se la richiesta non è accolta oppure l’interessato rinuncia prima dell’erogazione;

    Leggi l’articolo sull’amministrazione di sostegno.
  • se il prestito viene integralmente rimborsato senza ritardi: non oltre 5 anni dalla data di scadenza del contratto (il tempo può allungarsi se in Crif ci sono informazioni di mancati pagamenti dello stesso debitore relativi ad altri contratti);
  • se i pagamenti vengono eseguiti in ritardo non superiore a due rate o due mesi, entro i quali le insolvenze vengono regolarizzate: un anno a partire dal saldo del dovuto pregresso; se i ritardi invece superano due rate o due mesi, il termine si raddoppia e diventa due anni, decorrenti sempre dal momento della avvenuta regolarizzazione;
  • se i debiti non vengono rimborsati, le informazioni sui mancati pagamenti rimarranno in Crif per un tempo massimo di 3 anni, decorrenti dalla scadenza del contratto e dunque dal termine del piano di rimborso prestabilito; ma se subentrano vicende che rendono necessario un aggiornamento dei dati è possibile arrivare alla conservazione dei dati fino a 5 anni.

E’ possibile anche riuscire ad ottenere un risarcimento del danno a seguito segnalazione illecita.

Le ipotesi possono essere le più varie: possono considerarsi pregiudizievoli le ipotesi di segnalazioni negative relative a passaggio a perdita, ad esposizione scadute o sconfinanti, in quanto danno conto di una situazione di difficoltà del soggetto segnalato a far fronte alle obbligazioni contratte. Allo stesso modo, possono essere dannose le segnalazioni a sconfino, perché possono incidere sulla valutazione del merito creditizio del soggetto segnalato, compromettendone la reputazione commerciale.

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