Eredità: come rinunciare

La rinuncia all’eredità è un atto con il quale si dichiara di non volere acquistare l’eredità, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti; in questo modo egli fa cessare gli effetti verificatisi nei suoi confronti a seguito dell’apertura della successione e rimane, pertanto, completamente estraneo alla stessa, con la conseguenza fondamentale, tra l’altro, che nessun creditore potrà rivolgersi a lui per il pagamento dei debiti ereditari.

La rinuncia all’eredità va fatta con una dichiarazione:

  1. ricevuta da un Notaiooppure
  2. ricevuta dal Cancelliere del Tribunaledel circondario in cui si è aperta la successione (Cancelleria della Volontaria Giurisdizione). In questo caso ha la caratteristica della gratuità.

La dichiarazione deve essere inserita nel Registro delle successioni conservato nello stesso Tribunale.

Secondo l’art. 480 cod. civ., il diritto di rinunciare – l’eredità può essere esercitato) in dieci anni dal giorno della morte del defunto. In caso di accertamento giudiziale dello stato di figlio, tuttavia, il termine decennale inizia a decorrere dal passaggio in giudicato della relativa sentenza (art. 480, 2° comma, cod. civ.).
Il chiamato all’eredità che fa la dichiarazione di rinuncia viene considerato come se non  vi fosse mai stato chiamato. Si parla infatti di effetto retroattivo della rinuncia (art. 521 cod. civ.).

Leggi il mio articolo sul caso Joker

La rinuncia è revocabile se l’eredità non è nel frattempo già stata acquistata da qualcun altro dei soggetti chiamati. Sono ovviamente fatte salvi i diritti acquistati da soggetti terzi sopra i beni dell’eredità (art. 525 cod. civ.).
Decade dal diritto di rinunciare (e si considera erede puro e semplice) il chiamato all’eredità che ha sottratto o nascosto beni spettanti all’eredità stessa (art. 527 cod. civ.).

Che cosa accade all’eredità se il soggetto chiamato fa la dichiarazione di rinuncia? A chi spettano i beni?

Si distinguono due situazioni:

  1. nelle successioni legittime vi sono altri coeredi legittimi, la parte di colui che rinuncia viene suddivisa equamente fra questi coeredi; se invece non vi sono altri coeredi legittimi, l’eredità si devolve a coloro ai quali spetterebbe nel caso che egli mancasse;
  2. nelle successioni testamentarie: se vi sono altri coeredi testamentari, la parte di colui che rinuncia viene suddivisa equamente fra questi coeredi, a meno che lo stesso defunto non abbia disposto una sostituzione; se invece non vi sono altri coeredi testamentari, l’eredità si devolve agli eredi legittimi.

La consulenza di un legale esperto in materia potrà dare l’aiuto necessario a risolvere questioni assai più complesse della semplice descrizione innanzi fornita.

Prima di trovarsi invischiati in pregresse situazioni debitorie del defunto, è sempre importante confrontarsi con persona esperta in materia.

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