Recupero crediti: la ricerca dei beni del debitore

Preliminare all’avvio della procedura di recupero crediti, è sicuramente la ricerca dei beni del debitore; vale a dire: il debitore è titolare di beni “aggredibili” con le procedure? Questa ricerca è un indice di serietà del legale che assiste il creditore, in quanto impedisce che lo stesso affronti spese inutili.

Il creditore, tramite il suo legale, può presentare al Presidente del Tribunale un’istanza con cui chiede che venga disposta una ricerca telematica al fine d’individuare i beni da pignorare.

Accolta l’istanza da parte del presidente del Tribunale, l’Ufficiale Giudiziario viene autorizzato ad accedere:mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nell’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, e in quelle degli enti previdenziali, per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti“.

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Concluse le operazioni di ricerca l’Ufficiale Giudiziario redige un unico processo verbale in cui deve indicare tutte le banche dati interrogate i relativi risultati di ricerca.

A questo punto l’Ufficiale Giudiziario, se ha rintraccio nel territorio di sua competenza i beni del debitore nei luoghi di proprietà di quest’ultimo, vi accede e procede al pignoramento. Se invece i beni del debitore si trovano in altro luogo, il creditore dovrà chiedere all’Ufficiale Giudiziario del posto in cui sono stati rinvenuti, munito della copia autentica del verbale da cui risultano gli esiti delle ricerche telematiche, di procedere al pignoramento.

L’Ufficiale Giudiziario che, tramite l’accesso ai luoghi del debitore, individua crediti o cose che si trovano nella disponibilità di terzi, notifica d’ufficio, anche a mezzo fax, al debitore e al terzo il verbale contenente:

  • l’indicazione del credito per cui si procede;
  • il titolo esecutivo;
  • il precetto;
  • la PEC del difensore del creditore;
  • il domicilio eletto dal creditore o la sua residenza;
  • l’invito al debitore “ad effettuare presso la cancelleria del giudice dell’esecuzione la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio in uno dei comuni del circondario in cui ha sede il giudice competente per l’esecuzione con l’avvertimento che, in mancanza ovvero in caso di irreperibilità presso la residenza dichiarata o il domicilio eletto, le successive notifiche o comunicazioni a lui dirette saranno effettuate presso la cancelleria dello stesso giudice”;
  • l’avvertimento che il debitore può chiedere di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari all’importo dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti, comprensivo del capitale, degli interessi e delle spese, oltre che delle spese di esecuzione nei termini di cui all’art. 492 c.p.c;
  • l’avvertimento che l’opposizione è consentita prima della vendita e dell’assegnazione, a pena d’ inammissibilità, tranne in casi particolari previsti dall’art 492 c.p.c;
  • l’intimazione al terzo di non disporre delle cose o delle somme dovute nei limiti stabiliti dall’art. 546 c.p.c.

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